Diario Ordinario (Rome)

References to the prince in Diario Ordinario, from the copies in the Biblioteca Apostolica Vaticana, transcribed by Maureen Cassidy-Geiger in Rome in October 2012. [See as well Diario Ordinario: Il “Cracas” digitale.]

DIARIO ORDINARIO Num. 3245 In data delli 21 Maggio 1738

in ROMA MDCCXXXVIII Nella Stamperia del Chracas, presso S. Marco al Corso

[p. 9]

LIPSIA 28. Aprile

Jeri l’altero verso le 7 ore della fera giunsero quà felicemente da Dresda, colla numerosa loro Corte, le Maestà Loro, la Serma Principessa Amalia, futura Regina delle Sicilie, e la Real Principessa Maria Anna, accompagnati dalla Principessa di Veissenfels, dal Nunzio Ponti [p. 10] sificio, dall’Ambasciatore dell’Imperatore, e da quello di Spagna, e dal Minisro di gabinetto Conte de Brul, stati in esso giorno seguitati anco dal Duca di Veissenfels; sperandosi debba riuscire assai riguardevole l’imminente Fiera, stante l’arrivo qua di molte persone di rango. Jeri si trasferi la Real Padromanza ad assistere nella Cappela di questo Castello as servizio Divino, e pranzo indi publicamente; essendosi fattala sera per tutta la Città une vaghissia illuminazione, in qual congiointura si distinse particolarmente la casa del Consiglio, insieme a molte case delli Borghesi; e verso le 10 ore si compiacquero le Maestrà Loro di farsi con ambedue le Reali Principesse condurre per la Città, corteggiate da diverse carozze.

DIARIO ORDINARIO Num. 3247 In data delli 24 Maggio 1738

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NAPOLI 13 Maggio

Lunedi della Scorsa settimana, portarosi la Maestà del nostro Re nella Cappella del Tesoro nella Metropolitanan per venerate il miracoloso Sangue del nostro gran Protettore San Gennaro, con somma esemplar pietà, e divozione bagiole sante ampolle del suderto Sangue del Santo.

Per ordine dell’Emo nostro Arcivescovo Spinelli si é emanato Editto, con cui s’ingiugue a tutte le Chiese di Preti, Re- [fol. 21] Religoisi, e Monache, che atteso il viaggio che é per intraprendere tra giorni la nostra Serma Regina verso questa Capitale, si porgano incessanti preci al Signore, acciocche in questa congiontura colla Celeste sua benedizione la protegga con modo speciale. Al quel effetro ha prescritto, che fin dagli 8 della passara settimana fino al desiderato felicissimo arrivo qui della Maestrà Sua, in molte Chiese notate a pie [?] dell’Editto si facesse l’Esposizione del Venerabile, ed in tutte le Messe privaate, e Conventali […] recitasse la colletta: Adesto Domine &, che a disteso si è inserita nel medesimo.

L’Eccma Città di Napoli per implorare dal Signore felicissimo viaggio alla Maestà della Regina nostra Signora, (che Die [p. 22] Dio guardi) hanno fatto esporre [?] Lunedi 12 del corrente, e per altri tre di seguenti, mattina, e giorno, il Smo Sagramento nella Chiesa di S. Lorenzo maggiore, con averne cerziotati I Religiosi di tutte le Religioni di questa Città, accio ne’ detti quattro giorni si portino nella medesima chiesa a pregare il Signore per la riferita causa.

Per lo Sposalizio, che doveva seguire in Dresda della Maestà del nostro Sovrano, che Dio guardi, con la Real Principessa Figliuola de Re Augusto di Polonia, dal Delegato, e Governo della Chiesa di Santa Maria de’Poveri degl’Incurabili, Venerdi 9 del corrente mese di Maggio, in attestato della loro fedelissima, e devota offervanza del sudetto nostro amabilissimo Real [p. 23] Real Monarca; si é fatta fare l’Esposizione del Venera ile, con scelta manca, e solenne apparato, e con l’assitenza di detto Delegato, e Governo, si prego l’Altissimo per I prosperi felici avvenimenti de’Sposi Reali, e termino la funzione con la sant benedizzione, accompagnata dallo sparo I moltissimi mortaletti, con ogni solennità, e magnificenza.

Giovedi primo Maggio, correndo la festività cosi de’Santi Apostoli Filippo, e Giacomo, come di Santa Walburga, la Città di Sorrento vo ende dimostrare la sua innata [?] sedeltà [?] verso la Maestà del nostro Regnante, si porto in quella Metropolitana, col Regio Governatore, ove per il nome e della Maestà del Re Filippo V., e di Maria Amalia Walburga nostra Re- [p. 24] Regina, assistè in corpo alla Messa solenne, che fu cantata con fecita musica, ed al Te Deum, che fu intonato a quel Monsig. Arcivescovo Ludovico Agnello Anastasi al rimbombo della triplice scarica de’mortaletti, precedente invito di tutta quella Nobiltà, e clero Secolare, e Regolare, e rinsci tal funzione non men divota, che solenne, per il concorso d’ogni ordine di persone.

DIARIO ORDINARIO Num. 3248 In data delli 28 Maggio 1738

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NAPOLI 20 Maggio

Coll’arrivo d’uno Straordinario giunto jeti sera da Dresda, si è ricevuto l’avviso d’essersi fatta in quella Città il di 9 dell’andante la funzione dello sposalizio della Regina nostra Signora dal Principe Reale, ed Ilettorale suo fratello, con procura del re nostro Signore, e che la Maestà Sua si farebbe trasferita il giorno 12 a Pilnitz, per introprendere colà nel suffeguente de’ 13 il suo viaggio a questa volta in compagnia del Real Principe suo fratello. Una si felice, e tanto desiderata notizia ha riempiro questa a Corre, e questa Capitale d’inesplicabile allegrezzo, e gioja, ed oggi si canterà nella Real Cappella un solenne Te Deum in rendimento di grazie a Sua Divina Maestà, vi faràbaciamano, e pom- [p. 3] pompossimia gala, e questa sera si farà una triplicata salva realie dell’artiglieria di questi Regj Castelli, e l’illuminazioni per tutta la Città, che si replicherà per tre sere consecutive.

Sono di molto magnifici gli approntamenti feste voli, che qui si fanno, per le giulive dimostrazioni di gioja, che queste Pubblico vuoi fare nella venuta della Regina nostra Signora, oltre di quelli, che già per ordine del nostro Sovrano, che Iddio sempre feliciti, si vanno apparecchiando nella deliziosa riviera di Chiaja, venendo impiegate piú migliara di persone per condurre a fine I ben concertati disegni, potendosi conghietturare da tali apparati, quali debbam’esser le feste, che in tal felicissima congientura si faranno.

[p. 9]

VENEZIA 17 Maggio

Domenica serfa, ando in scena nel Teatro a S. Samuele il Dramma musicale intitolato Angelica; e ciò anticipatamente del solito per divertire la numerosa Nobiltà estera qui comparsa, e che va giungendo, la maggior parte Napolitana, tra la quale totalmente incognito il Sermo Duca, e Principesse di Modena, e Corte di Sua Eccellenza Sig. Abbate di Castromonte Ambascitore Straordinario del Re delle Sicilie a questa Serma Republica; qual Nobiltà foresta dopo goduto della gran funzione di sposare il Mare, e della fiera farà parrenza, come pure Sua Eccellenza il. Sig. Alvise Mocenigo quinto Cavaliere, nostro Ambasciatore Straordinario alla Sposa Regina delle Sicilie, prima figlia del Re Augusto di Po- [p. 10] Polonia, tutti per riceverla a Palma nuova, vegnente da Dresda, che dicesi vi giungerà li 30 del corrente col Principe Reale suo fratello, numeroso corteggio, ed equipaggio, et a quei Consini Veneti Sua Eccellenza nostro Ambasciatore a nome del Sermo Pubblico riceverà la detta Maestà, che pernotterà in detta Palma nuova nel Palazzo Generalizio; e di là seguirà il biaggio per Codroipo, La Motta, Treviso, e Noal a Padova, ove nella Cappella del glorioso S. Antonio farà le sui divozioni, e nel fermarvisi qualche giorno farà Opere, feste di ballo, e divertimenti reali nl Publico Palazzo divertita ess: Regina, la quale (come nelle altre nostre Città) entrando in Padova farà salutata da più tiri di cannone, spalleggiata da mille santi, 500 dragoni, e [p. 11] e 200 granatieri tutti in abiti nuovi, ed Ufficialità in gala. Jvi per il solenne complimento alla detta Maestà in nome di questa Serma Republica, il sudetto Eccmo Ambasciatore Mocenigo Cavaliere farà publico  Inresso col corteggio di 200 Signori, 80 ricche livree, e magnifiche carozze; Ivi pur anderanno I Ministri esteri efistenti in questa Dominante per complimentare la detta Regina, la quale poi passerà a Rovigo, e di là accompagnata a’I nostri confini al Ferrarese si licenzierà il sudetto nostro Eccmo Ambasciaatore da Sua Maestà, che profeguirà il suo cammino a Ferrara Ja sera. Come già tempo fa si scriffe [?], farà la spesa dalla nostra Serma Republica, che ha di già ordinato 200 cavalli di cambiature in ogni Posta [?].

DIARIO ORDINARIO Num. 3249 In data delli 30 Maggio 1738

p. 22

VENEZIA 24 Maggio

Tra l’avvisata Nobiltà Napolitana comparsa in questa Dominante, giuose anco fino agli 11 corrente il Sign. Duca di Fragnito direttore generale delle Poste di Sua Maestà il Reg delle Sicilie, per atabilire con questo Smo Governo I luoghi dei passaggio per il Dominio Veneto, e li cavalli necessarj per servizio della Regina Sposa di detto Re, ed il medesimo. Sig. Duca è stato alloggiato con tutto il luo equippagio dal Sig. Segretario del Sig. Abate di Castromonte Ambasciatore straordinario della sopradetta Maestà appresso questa Serma Repubblica, nel palazzo già prevenuto per il di lui proffimo arrivo.

Mercordi mattina Sua Serenita [p. 13] nità colla Serma Signoria Monsig. Nunzio, e Sig. Ambasciatori Cefarco, e Christianisthmo, intervenne in S. Marco a le annuali solenmesequie in suftragio dell’anima del su Cardinale Gio:batista [?] Zen.

Il Sermo Duca, e Principesse d Modana [sic] vengono divertire privatamente in nobili conversazioni, ed in vedere le cose rare della Dommante, tra le quali specialmente il sagro tesoro di S. Marco, il Ducal Palazzo, e l’Arsenale, ove viddero gerrare in acqui il gran Buccintoro, le forze d’Ercole, ed altre rarità, e godettero il fontuoso rinfresco; con tale occasione altri Forestieri Signori di rango sono pure stati Spettatori; le sudette Principesse dimostrarono la loro generosità in grandiosa mancia agli Atsenalotti.

DIARIO ORDINARIO Num. 3250 In data delli 31 Maggio 1738

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ROMA 31 Maggio

Sabato mattina alle ore 10, parti da questa Corte, per andate incontro all. Regia Sposa Regina delle Sicile, Monsig. Piovio Chigi Protonetaro Apostolico parccipante, destinato dalla Santità di Nostro Signore Nunzio Stradinario alla _essa Maestà Sua.

In detta mattina, l’Emo Sig. Cardinal Marini, Diacona, nella Cappella del proprio Palazzo diede il Pallio Archivescovale a Monsig Gio: Rossi Arcivescovo di Taranto, che per essere assente lo prese per Procurator.

DIARIO ORDINARIO Num. 3252. In data delli 6 Giugno 1738.

[p. 4] DRESDA 3 Maggio.

Li reggimenti, composti di carabinieri, e di 3 battaglioni della guardia del corpo, che in occasione delle consapute imminenti nozze dovranno esser qui schierati, sono ora disposti a marciare domani a questa volta; dovendo accamparsi ne’contorni di questa Città, fare li loro militari esercizj davanti all’Ambasciatore di Spagna Conte di Fuenclara, e di altri Personaggi di distinzione. Per a domani debbano essere a Polnitz terminate le machine de’fuochi artificiati, da incendiarsi in congiontura delle prefate Nozze, come ancora in questa Città le regie fabriche, per tal fine construttesi. La parten- [p. 7] tenza della futura Regina delle Sicilie resta fissara/siffara per il di 19. del corrente, dovendo elle andare per via di Crems per acqua a S. Polten. Nel passaggio per la Boemai debbonsi per ogni Posta approntare per il numeroso suo seguito 165 cavalli. La Maestà Sua farà nel suo ingresso nella Boemia ricevuta da un Commissario Cesareo, ficcome/siccome in Praga, allo sparo de’cannoni, con esservi schierate in armi alcune compagnie di quella guarnigione, come ancora dalla Nobiltà in abiti di gala, venendo accompagnata così fino a’I confini/consini di quel Regno; nella qual guisa passerà alcune leghe distante da Vicona, andando per la Carintia a Palma nuova, fortezza nel Friuli Veneziano, dove giunta, farà ricevura dalle Dame, e dagli Uffiziali, destinati dal Re delle Sicilie a com- [p. 8] comporre la sua corte, e spediti colà per tal fine. Continuando indi nella sudetta form a fino a Bologna, passerà incognita lo Stato del Papa, alli confini del quale si servirà delle Poste per arrivare più presto a Napoli.

[p. 9] DRESDA 6 Maggio.

Le nostre truppe destinate a formare l’avvisato accampamento, entrarono il di 4 corrente nel campo delineatosi a tal fine dietro a Friedrichstadt. Jeri verso le 2 ore dopo il mezzo giorno arrivarono qui felicemente da Lipsia amendue le Maestà Loro in compagnia delle maggiori due Reali Principesse, e con tutto il loro corteggio, state di poi seguitate dalla maggior parte de’Ministri forestieri, e de’restanti distinti Personaggi, che le avenano colà accompagnate. Oggi principiano le feste per le nozze della nostra Real Principessa col Re delle Sicilie, incominciate cogli esercizj, fattisi questa mattina a fuoco vivo alla presenza della Real Padronanza, dal [p. 10] dal sopraccennato corpo di truppe [?]. La soldatesca, che si trova di guarnigione in questa Città, é tutta vestita di nuovo, & anche la servitù bassa di Corse sue messa una nuova ricca livrea molto vaga. Il concorso de’forestieri di ogni stato, grado, e condizione, venuti quà per godere delle sudette feste, è molto grande.

WEISSENFELS 9 Maggio.

Celebrandosi oggi in Dresda le nozze della Serma Principessa Amalia col Re delle Sicilie, ha il Sermo nostro Principe pranzato publicamente, con essere state le saluti bevute allo sparo de’cannoni. Ha pare/pure la Serma Altezza Sua deputato il Sig. di Miltiz, suo Maresciallo di Corte, per andare a complimentarne per sua parte ambedue le Reali Maestà Loro, come ancora la novella Regina delle [p. 11] delle Sicilie loro figlia maggiore.

VIENNA 21 Maggio.

Avendo la Maestà dell’Imperatrice  Amalia risoluro di portarsi dopo domani a S. Polten, 10 leghe da qui distante, affine di vedervi la futura Regina delle Sicilie, sua nipote, figlia maggiore del Re di Polonia ed Elettore di Sassonia, la quale nel suo passaggio per gli Stati Ereditarj Cesarei, vi giunge rà il di 20 del corrente da [p. 12] da Dresda, così non solo si sono fate le per ciò opportune disposizioni, ma si è anco spedira avanti la servitù di Corte della Cesarea Maestà Sua.

Nel doppo pranzo di Lunedi, parti la sopradetta Maestà dell’Imperatrice vedova verso San Polten, per vedervi nel suo passaggio da colà per Napoli, che vi doveva seguire nel giorno di jeri, 20 del corrente, la novella Regina delle Sicilie, sua nipote.

DIARIO ORDINARIO Num. 3254. In data delli 11 Giugno 1738.

[p. 2] NAPOLI 3 Giugno.

[…] Sono arrivati in questa Capitale il Principe, e Principessa Borghese; come ancora vanno giornalmente capitando fore-stie [p. 3] stieri, per godere le feste che qui vi si saranno nella venuta della Regina nostra Signora.

[p. 8] VENEZIA 31 Maggio.

[p. 9] Terminata Giovedi questa ricca fiera, oltre li Signori forestieri, anche della nostra Nobiltà, e Cittadinanza è partira per Padova, ed altri luoghi a vedere il passaggio della Regina delle Sicilie, avendo pure fatta partenza, preceduta dalla sua numerosa Corte, l’Eccel. del Sign. Alvise Modenigo quinto, Cavaliere, nostro Ambasciatore straordinario presso detta Maestà, per ricevere la quale và a’I consini Veneti verso Palma nuo-va [p. 10] va, dove sentesi debba giungere li 29 dello spirante col suo gran corteggio, del quale se ne vede quà una lista, contenente, che per puro servizio di detta Regina vi sia/fia la Sig. Contessa Prieltrovoitz Maggiordonna, con 8. donne fra Cameriera maggiore, donzelle, e serve; Il Principe Reale, ed Elettorale, col Sig. Co: di Wachembarch Ministro di Gabinetto, ed 11 uomini tra Camerieri, Segretario, ed altri; Il Sig. Co: di Fuenclara Ambasciatore di Spagna, col Segretario, e 12 uomini; Altri Signori cioè, il Maresciallo Baronne di Ensiedel; li Camerieri d’onore Conte di Collocorath [sic], e Monsign. de Brihl [sic]; il Barone Wechemberg, e Monsig. Rossuoronocki Gentiluomini di Camera; il Segretario Pallavicini; il Consigliere Ulnichicht; il Tesoriere di Corte Sorteki, e finalmente altri ufficiali, paggi, e servi al numero di 60, che con al- [p. 11] altre persone sono in tutte circa 120.

Scrivono deNoal, che fino ne’I primi della scorsa furono impiegati 2500 uomini ad accomodare la strada da Treviso al detto Noal, e di là a Padova, tagliando arbori, riempendo fossi, spianando argini, ed altro, per fare la strada large per il passaggio della Regina.

L’Eccellenza del Sig. Procuratore Foscarini diede la notte di Domenica un sontuosa festa di ballo nel suo Palazzo , superbamente ammobiliato, alli Serenissimi Duca, e Principesse di Modena, con l’invito di tutte le primarie Dame, e Cavalieri Patrizi, e comparsevene circa 80 delle prime cariche di gioja; durò la danza fino allo spuntar del Sole, serviti comunemente con profluvio di rinfreschi.

Partirono questa mattina le dette Altezze verso Padova, credesi, per inchinarvi la Regi-na [p. 12] na di Napoli, che vi si attende alcerto a pranzo Lunedi, poiche di sicuro la sera di Giovedi comparve in Palma Nuova a pernottare, giacche per ricevere, e servire Sua Maestà quindi s’incaminarono fino dalla decorsa tutti li Cavalieri, e Dame Napolitane quà pervenute, siccome Martedi staccossi da quà la Regia Ambasciata Publica verso il Friuli, per beneventarla sù quei nostri confini/consani [?], e con probabiltà jeri mattina si farà da quella Piazza incamminara in proseguimento del di lei viaggio, fatte dalla Pubblica Providenza da per tutto allestire le tappe; e Martedì pernotterà a Rovigo.

DIARIO ORDINARIO Num. 3255. In data delli 13 Giugno 1738.

[p. 6] DRESDA 9 Maggio.

Jeril’altro, fece il Conte di Fuenclara Ambassciatore del Re di Spagna, e di quello dele Sicilie, il suo solenne ingresso in questa Città. Verso le 2 ore dopo il mezzo giorno si portò egli fuori al così detto Prato verde, bene appartenente a Sig. Gartner, ove si trasferi poco dopo il Generale Conte di Friesen, Governatore di questa Città, per complimentarlo, e prender- [p. 7] derlo a nome di S.M., come secero per mezzo de’loro Gentiluomini anche li restanti Inviti, e questi principali Ministri. Dopo di che fece egli il suo ingresso per ilGiardino grande, per le strade di Pirnau, delle Signore, del Castello, e de’’lElba, fino alla Corte degli Fbri/Ebri [?], alla scala degli Angeli,  Veniva a principio un Foriere di Corte , a cui succedeva un squadrone di carabinieri, seguendo indi le carrozze di rispetto de’Ministri, e de’Cavalieri, tirate a 6 in numero di 31, subito dopo alle quali veniva in una carozza Regia, accompagnato dal sudetto Conte di Friesen, seduto dalla parte de’cavalli, l’Ambasciatore, seguendogli dietro altre 7 carrozze di rispetto, dop le quali era per fine un altro squandrone di carabinieri. In questi giorni si è fatto vedere pu- [p. 8] publicamente a Palazzo, cioè le mattine alle 10 ore, il nobile preziosa Corredo, che la Real nostra Principessa Sposa conduce via seco, consistente in numerosi superbissimi abiti, inune copiosissima eccellente biancheria &c jeri verso le 5 ore del dopo pranzo su/fu esso Sig Ambasciatore, nell’istessa forma, come al suo ingresso, condotto alla sua prima publica udienza, in cui fece la mimanda della prefata nostra Principessa in Sposa per il Re delle Sicilie. Al suo ritorno dalla predetta udienza, furono dalla fontnos [?] machina, erettasi in tal congiontura sul Mercato nuovo, al suono di due coridi _ombe, [?nombe?] e di timpani, tettare al popolo delle monete, in memoria di tali Sponsali bartute, e fatte scorrere 2 fontane di vino bianco, e rosso. La sera verso le 10 ore si condusse –ro [p. 9] ro amendue le M. L., con tutta la Real Padronanza, per la Città ad offervare le illuminazioni in tal congiontura fattesi, e che si continuerà per altre due sere. Oggi poi é seguita la funzione degli Sponsali, di cui si darà in appresso la total distinzione.

DRESDA 18 Maggio.

Dopo d’avere il Sig. Conte di Fuenclara, Ambasciatore Straordinario del Re delle Sicilie, fatto qui lo scritto suo publico ingresso, e richiesta con le solite formalità in Isposa per il Re suo Sovrano questa Reale Principessa Amalia, ritornosiene la stessa sera degli 8 a casa sua, dove, a divertimento del popolo, fece gettar molte monete d’oro, e d’argento; indi sul mezzo giorno delli 9 il Reale, ed Elettorale Principe, in virtù d’una carta di procura del Re delle Sicilie, sposò la sudetta Real [p. 10] Real Principessa, essendo amendue stati benedetti da Monsign. Nunzio Pontificio, il quale poì intuonò Te Deum, durante il quale si feocro [?] tre scariche del cannone, a cui corrispotero tre battaglioni, che stavano schierati in battaglia. La sera la novella Regina mangiò in publico co’Reali suo Genitori, e co’Reali Principi di lei fratelli, e forelle ad una tavola biglunga, dove tutte le loro posare erano dall’un canto; ed alli due capi della medesima tavola sedevano particolarmente in itati la Principessa di Weissenfels, Monsig. Nunzio, l’Ambasciatore Cesareo Conte di Wratislaw, ed il mentovateo Conte di Fuenclara. Furonvi altre 7 tavole per li Marescialli, per le Dame, ed altri Cavalieri del primo rango. Dopo la cena si passò a lietissima danza, e la Città videsi tutta il-lu- [p. 11] luminata; ed anche in questa sera il Conte di Fuenclara fece nuovamente gettare del denaro al popolo, col divertimento di due fontane di vino. Il giorno delli 10, verso mezzo giorno, fu fatto un bellissimo Carosello, essendo Capi delle quadriglie il Principe d’Olstein, il Conte di Friese, ed il Conte di Bruhl; Li Ciamberlani Baroni di Breisenbach, di Bruhl, di Welhen, ed il Colonnello Conte di Vitzthum riportarono li premj, che dalla Regina delle Sicilie furono dispensati, stando essa ne suo poggio spettatrice: La sera il Reale, ed Eletorale Principe diede sontuosissima cena con 4 tavole, ed a forte furono/ sorte surono/ estratti I posti del federe ad essa. La mattina degli 11 in tutte le Chiese di questo Elettorato refersi grazie a Dio col canto del Te Deum, e la sera la Corte inter-ven- [p. 12] venne al Dramma, intitolato: Alfonzo, che meritò l’universale ammirazione; e continuarone in detta sera le illuminazioni per tutta la Città. La Regina delle Sicilie partì poi il giorno delli 12 con un corteggio di ben 100 carrozze, tutte son tiri a 6, e refesi a Pilnitz, ov’era stata preceduta dalli Reali suoi Genitori: fuvvi una Commedia Italiana, e la Corte, ch’era numerosissima tutta in gala, mangiò a diverse tavole, ove anche quivi I posti furono estratti a forte. Sulla mezza notte fu incendiato un bellissimo fuoco artifiziato dirimpetto al Palazzo sulla opposta riva del fiume. Il giorno delli 13 partì la sudetta Regine colle Maestrà Loro verso Zehist, dove il Conte di Bruhl, Grande Scudiere, servì a pranzo la Corte; poscia essendosi abbracciati teneramente tra Pa-dre [p. 13] dre, Madre, e Figlia, che da essi fu benedetta, montò Sua Maestà Siciliana in carrozza per continovare il di lei viaggio. Il Reale, ed Elettoral Principe volendo prendere li bagni d’Ischia, accompagna la Regina di lui sorella, sotto nome del Conte di Lusaccia, ed il Conte di Wackerbarth, Ministro di Gabinetto, e Gran Mastro di Casa della Reale Altezza Sua, lo siegue con un piccol treno. Si è poi ulteriormente saputo, che la predetta Regina col Principe Elettorale fia giunta a Praga il giorno delli 14 in ottima salute; ed intanto sono partiri da qui il Ciamberlano Barone d’Utterodt, ed il Conte di Flemming, per andare a notificare questo Matrimonio alla Corte Imperiale, ed a quella di Lorena, e Toscana; come pure è partito colla stessa commisione ver- [p.14] verso Pietroburgo il Giambarlano Conte di Verther [?]. Il nostro Re aveva fatti invitare alla solennità di queste Nozze Reali li 10 Ministri di Stato della Polonia, li 4 Generali, il Cancelliere della Regina, Vescovo di Caminiez, e il Tesoriere della Corona; ma non sono comparsi, che li 4 Cancelliere, il Conte Braniki picciol Generale della Corona, il Principe Radzivil picciol Generale di Lituania, il Cancelliere della Regina, ed il Tesoriere della Corte della Corona; essendosi gli altri scufati con lettere; a cagione dell’età loro avanzata, e delle indisposizioni, alle quali foggiacciono. Il Vescovo di Cujava, il Palatino di Culma, quello di Livornia, e diversi altri Uffiziali del la Corona, sono pure anche intervenuti.

[pp. 15-16 = Warsaw, May 11 and 14, also referencing events relating to wedding]

[p. 21] VIENNA 24 Maggio.

Parita, come si scritte/scriffe, la mattina di Lunedi scorso la Maestà dell’Imperatrice Amalia colla diligenza delle Poste per S. Polten, ove giunse alle ore del dopo pranzo, smontò la M.S. in quel Monistero di Carmelitane, statavi ricevuta allo sparo de’cannoni da quel Magastrato, essendo tutta quella Borchesia in armi, com’era anche il distaccamento di questa Cesares guardia e presidio, speditosi colà avanti per servizio di S.M. Ces. La mattina seguente si trasferì la M.S. a piedi da det- [p. 22] detto Monistero a quello delle Fraile, o sieno Vergini Nobili Inglesi, assistendovi alla Messa, celebrata dal Preposito di quei Canonici Regolari Lateranensi di S. Agostino, Consigliere di S. M. Cef. e R. Cat., e Cappellano maggiore Ereditario dell’Austria di quà dall’Anaso, restituita si poscia la M.A. all’accennato Monistero di Carmelitane. La sera, dopo le 5 ore, vi comparve da Dresda la novella Regina delle Sicilie, assieme al Principe Reale di Polonia, ed Elettorale di Sassonia suo fratello, nipoti della Cef. M.S., accompagnati dal Conte di Fuenclara, già Ambasciatore di Spagna, e del Re delle Sicilie, ed ora Maggiorduomo maggiore d’essa Regina Sposa, con tutto il loro corteggio, e seguito, salutati pure da quell’artiglieria, ed essendo in arme quei borghe-si, [p. 23] si, ed il mentovato distaccamento. Smontarono essi Reali Personaggi sù quella piazza Larga/Lorga, alla casa già del Principe Montecuccoli, ed ora del Conte Colloredo, ove abbigliatisi in gala, siportarono al Monistero delle Carmelitane, a trovare la Maestà dell’Imperatrice, presso la quale, dipo ivi cenato, restò la novella Regina, ritornando il Principe Reale ed Elettorale a casa Colloredo. Mercordi poi alle 4 ore passato il mezzo giorno, dopo di avere la mattina ascoltata la Messa, e pranzato assieme, segui con scambievoli tenerissimi complimenti la di partenza d’essi Illustri Personaggi, cioé la Maestà dell’Imperatrice di ritorno a Vienna, e la Regina Sposa del Re delle Sicilie, col Principe Reale ed Elettorale suo fratello, in proseguimento del loro vi- [p. 24] viaggio alla volta di Napoli.

FERRARA 3 Giugno.

Già qui è tutto all’ordine per il ricevimento della Regina delle Sicilie, che si attende domani, essendo copioso il numero di forestieri arrivati in questa Città per godere di tale ricevimento; Si vanno offervando quantità di ricche, e pompose livree, che a gara si sono fatte da questa Nobiltà: Oggi è di partenza per far l’incontro a detta Regina, fino al confine di questo Stato, Monsig. Illustris. Chigi Nunzio Pontificio, quale jeri fece il suo publico ingresso in questa Città con nobilissimo treno.

DIARIO ORDINARIO Num. 3256. In data delli 14 Giugno 1738.

[p. 2] ROMA 14 Giugno.

[p. 6] In congiontura di passare da questo Staato Ecclesiastico nel venire da Dresda per portarsi a Napoli, la Maestà della Regina Sposa del Re delle Sicilie, in questi giorni sono partiti da questa Città molti Ei Porporati, & altri Personaggi, e Nobiltà, verso Monte Rotondo, Terra nella Sabina, ove deve giungere di passaggio la detta Maestà Sua, facendosi/sacendosi colà a tale essetto molti grandiosi preparamenti di fuochi artificiali, & al. [p. 7] altre sontuose feste: & ancora sono partire da questa Città, per lo stesso motivo, Giovedi notte, le due compagnie de’soldati Corsi, per portarsi una a Monte Rotondo, e l’altra a Velletri.

[p. 9] VENEZIA 7 Giugno.

Sabato corso qui venne l’avviso, che sulla sera delli 29 Maggio comparve a’i confini Ve- [p. 10] Veneti la Sposa del Re delle Sicilie, ricevuta dallo scritto nostro Eccmo Sig. Ambasciatore Straordinario, il quale, dopo complimentata, la condusse sotto la scorta di nostra soldatesca in Palma nuova, dove Sua Maestà, salutata da triplice scarica di cannoni, vide l’illuminatzione di 2000 torce di cera sì nella Città, che nel Palazzo, fornito di superbissimi arredi, ivi fu trattata colla sua gran Corte a sontuosa cena, ed il giorno seguente proseguì il già descritto viaggio verso Treviso; per tutto trattata alla Reale, da dove presa la di lei Corte la strada di Noal per Padova, Lunedi mattina, li 2 corrente, la M.S. bramosa di godere alla sfuggita di questa Dominante, s’imbarcò verso le 14 ore a Mestre sopra nobile Burchio. scortata de Barche armate, e giunta a questa vista fu incontrata da 2 Galere, e Galeotte, e Filuche, da’quali (empre salutata con spari, l’- [p. 11] l’accompagnarono fino nel canal grande, precedura, e seguitata da una infinità di Gondole, essendo apparate di tappezzerie le ringhiere, e sinestre de’I Palazzi, ed in essi, come alle ripe, era assollatissimo il popolo, al quale si degnò la M.S. di farsi quasi sempre vedere con piacevolezza, e dimostrazioni affettuose, da lei espresse al medesimo; Fatto il corso del detto canale proseguì il viaggio verso Fucina, e di là a Padova, ove giunse alle 3 della notte, per lo che nel cammino del fiume Brenta, godè S.M. con piacere per un tratto di 3 miglia le ripe illuminate di fiaccole artificiali, e si di giorno, che di notte la veduta de’I Palazzi, che adornano detto fiume, delizia in vero degna di ammirazione; All’arrivo di S.M. in Padova fu salutata da soldatesca, passò al Palazzo Publico, da dove la mattina delli 3, correggiata da Da- [p. 12] Dame, e Cavalieri, si portò alla Chiesa di S. Antonio, ricevutavi sotto baldacchino, ascoltò due Messe alla Cappella del Santo, e vide la sua sagra Lingua, e tesoro. Ritornata a Palazzo, il nostro Eccmo Sig. Ambasciatore Straordinario con pomposa comparsa fece a S.M. il solenne complimento a nome del Sermo Publico, e le fu presentato il regalo di 60 bacili ripieni di cristalli, cere, confezioni/consezioni, e liquori, & in seguito godè del piacevole spettacolo delle forze d’Ercole, e l’Opera in Musica dedicatagli; & il giorno delli 4. Sua Maestà parti da Padova per Rovigo a pernottare.

DIARIO ORDINARIO Num. 3257. In data delli 18 Giugno 1738.

[p. 2]

FERRARA 7 Giugno.

Allli 5 arrivò qui la Regina delle Sicilie, incontrata, e servita con li dovuti onori, con gradimento di Sua Maestà, e con giubilo, e contento di questo popolo, e de’forestieri intervenuti, del che quanto prima se ne darà distinto ragguaglio.

NAPOLI 10 Giugno.

Con Corriere spedito da Palmanova il di 30 dello scaduto mese, si ebbe qui Mercordi proffimo scorso la tanto sospirata notizia d’essere la Maestà della Regina nostra Signora felicemente arrivata in quella Città, con il Sermo Real Principe Elettorale suo fratello, il giorno 29 dello scaduto mese, verso le ore 23 e mezza in circa. La Maestà sua fu ricevuta dal Sign. Cavaliere Mocenigo Ambasciatore Straordinario della Serma Republica di Venezia, lungi un buon miglio da Palmanova, e propriamente nell’orlo de’ [p. 3] de’confini, che dividono lo Stato Veneto da quello di Sua Maestà Imperiale, dove erasi portato il sudetto Ambasciatore, accompagnato da 4 Cavalieri Veneziani, e corteggiato da molti altri Cavalieri, ed Ufficiali militari, e da alcuni suoi famigliari, con tre compagnie di soldati a cavallo disposte in buona ordinanza, un cioè di corazze, l’altra di cappelletti, e la terza di ussari Prosegui la Regina il viaggio verso la Città, preceduta dalla maggior parte della sudetta milizia, e da’suoni di trombe, e di altri istromenti militari, lasciando al sito/fito descritto il nominato Ambasciatore, quale, passato che ful il Sereniss. Real Principe Elettorale, si trasferì sollecitamente per altra strada nella piazza adiacente al Palazzo destinato per la M.S., assine di trovarsi pronto, come successe al di lei arrivo. La Maestà della Regina fece il suo ingresso in Palmanova per la porta vol- [p. 4] volgarmente detta di Ciudal; dove le furono fatti gli onori militari dalla truppa esistente in quel posto. Il Sig. Duca di Sora Maggiorduomo maggiore della M.S., colla Famiglia Reale, che da questa Capitale erasi colà trasferita per ricevere, e servire la M.S., si trovò suori del portone della casa, destinata per l’alloggio della M.S., e la Sig. Principessa di Colobrano Cameriera maggiore, colla Dama, accompagnate dalla Sign. Pisani nobile Venezian, si fermarono dentro il sudetto portone, ove ebbero l’onore di baciare la mano alla Maestà Sua. Frattanto cominciò lo sparo dell’artiglieria, che nell’entrata era stato sospeso per non darso vento alli cavalli, che condu cevano la sedia della M.S., e lo sparo fu accompagnato dal fu ono di diversi istrumenti da stato, che duranono molto tempo, suffeguento poscia la illuminazione nelle strade convici-ne- [p. 5] ne. Verso un’ora di notte la M.s. e S.A.R. passarono alla cena, e poco dopo terminata si ritirarono ne’loro rispettivi appartamenti. La mattina del giorno susseguente delli 30, S.M. sentì il Ministro spedito dal Sig. Duca di Modena per complimentarla, ed ammise anche ad un udienza particolare il sudetto Ambasciatore di Venezia, da cui le furono presentati diversi Cavalieri, e Dame del Friuli, a’quali si degnò la M.S. di far godere l’onore del bacio della mano.

Lunedi prossimo scorso, nel far del giorno, piacque a Dio di chiamare e fe/se l’Eccelmo Sig. D. Giacomo Francesco Fitzjames Stuard [sic], Grand A’mirante delle Indie, Duca di Bervick, di Veragua, della Vega di Lira, e di Jerica, Ambasciatore Straordinario di Sua Maestà Cattolica presso il Re nostro Signore.

Venerdi mattina Sua Maestà salutato da tutto il cannone di que- [p. 6] queste Regie Fortezze, colla diligenza delle Cambiature, s’incamminò alla volta di Gaeta, per ivi attendere la notiia dell’approssimamento a’confini del Regno della Maestà della Regina nostra Signora, ove si condurrà a riceverla la Maestà Sua che non tralascia frattanto di dare da colà tutti gli ordini per l’ottimo governo de’suoi Regni.

DIARIO ORDINARIO Num. 3260. In data delli 25 Giugno 1738.

[p. 7] NAPOLI 17 Giugno.

Colla regolare spedizione de’Corrieri, che giornalmente vengono da Gaeta con gli ordini opportuni per lo disbrigo degli affari, e per l’amministrazione della giustizia, si hanno qui continue notizie della robusta prosperosa salute, in cui, grazie a Dio, si manticue il Re nostro Signore, e se ne hanno anche della felice continuazione del viaggio della Maestà della Regina nostra Signora. Sua Maestà parti da Palmanova l’ultimo giorno dello scorso Maggio, e nel partire fu saluta- ta [p. 8] ta da tutti l’artiglieria di quella fortezza, il di cui presidio stava distribuito con buona ordinanza ne’fiti più eminenti della medesima. Si fermò a pranzo a Codroipo in un nobile casino vicino alle porte di quel luogo, da dove ancò a pernottare nella Città di Pordenon. Il primo giorno del corrente mese S.M. giunse in Treviso, dove fu grandissimo il concorso di Dame, e Cavalieri venuti da’paesi convicini per inchinarsi alla M.S., e dove si vidde un gran numero di maschere, ed una bellissima illuminazione. Il giorno susseguente de’2 la Regina s’imbarcò a Mestri sopra d’un Bucintoro, e traversando la laguna di Venezia passò per il canale delle Giudecca, indi entrò nel canale grande, e girò per divesi altri canali di quella Città, e quantunque non si soffe colà saputo, che poche ore prima dell’arrivo della Regina la sua determinazione di passare per la Città me-de- [p. 9] desima, nulladimeno in quel poco intervallo di tempo furone tante le Gondole, e Barche, che andarono ad incontrare la M.S., che il numbero ne fu per così dire infinito, ed assai maggiore di quello che suol vedersi nella celebre festa dell’Ascenzione; Fu la M.S. corteggiata dalla Nobilte, che l’andava seguendo in diverse Barche, e preceduto il suo Bucintoro da a Galeotte, che sacevano continue salve, ed all’imboccatura del canale della Giudecca si ritrovarono 2 Galere della Republica ben armate, ed equipaggiate, le quali subito che scuoprirono il Bucintoro della Regina, fecero una salva di sucilieria, ed artiglieria, ed indi andarono seguendo la M.S. fino alla piazza di S. Marco, dove si fermarono, non potendo passar oltre per la scarfezza dell’acqua, e fecero un altra salva d’artiglieria, a cui corrisposero generalmente tutte le Imbarcazioni, che stavano ancorate in quell’ [p. 10] quell’acque. In tutte le finestre, ed in tutti li blaconi, che erano riccamente, e magnificamente addobbati di rari tappeti, e preziose tappezzarie si vedeva una infinità di Dame, e Cavalieri, ed il numerosissimo popolo, di cui erano coperte le sponde de’canali, celebrava con voci di allegrezza, e di giubilo il passaggio della M.S. Proseguendo la medesima il suo viaggio per acqua, giunse la sera dello stesso giorno de’2 in Padova, dove si portò la mattina susseguente con esemplare, ed ammirabile divozione a visitare la Chiesa del Santo, e quella di S. Giustina; ammise gopo ad una publica udienza il Cavaliere Mocenigo Ambasciatore della Serma Republica di Venezia, e dopo riceve il Duca di Modena colle due Principess di lui forelle, e finalmente diede udienza al Duca d’Atri, quale presentò alla M.S. le rare, e magnifiche gioje mandatele indono dalle loro Maestà Cattoliche, [p. 11] che, e la sera S.M. passò al Teatro publico a sentire il Dramma intitolato Artaserse, che era stato espressamente preparato per divertirla il giorno 4 S.M. partì da Padova, ed andò a pernottare in Rovigo, avendo tanto nell’uscire da quella Città, quanto nell’entrare in questa, dove si trovò il Cardinale Acquaviva, ricenvuti tutti gli onori corrispondenti. La matatina susseguente del giorno 5, proseguendo la Regina felicemente il suo viaggio ne confini del Dominio Veneto, dove stava disposta una grossa truppa di cavallerie, riceve gli ultimi complimenti dal sudetto Ambasciatore Modenigo, ed appena entrata nello Stato Ecclesiattiro riceve quelli di Monsig. Chigi Nunzio Apostolico, e dopo picciol tratto di camino fu anche complimentata dal vicelegato della Legazione di Ferrara. Pranzò S.M. in un casino vicino alle porte di Ferrara, e prima d’entrare in quel-la [p. 12] la Città fu complimentata dal Cardinale Legato a Latere, e dentro le porte dal Magistrato della Città medesima. Passò S.M. alla Chiesa Metropolitana, dove fu ricevuta dal Capitolo in corpo sotto baldacchino, e nell’entrare che fece per la porta principale della Chiesa, sopravenne di nuovo il Cardinale Legato a Latere, in abito Cardinalizio, quale, con tutte le formalità corrispondenti, accompagnò la M.S. fino alla pradella dell’Altare maggiore, et indi se diede la benedizzione Apostolica. Lo stesso giorno S.M. ammise all’udienza pubblica il predetto Card. Legato a Latere, e successivamente Monsig. Nunzio il Principe di Craon Ministro del Gran Duca di Toscana, ed il Principe di Campoflorito Ambasciatore di S.M. Catt. alla Republica di Venezia, e la sera S.M., ed il Sermo Real Principe suo fratello, ebbero il divertimento di una magnifica, e bellissima Serenata.

DIARIO ORDINARIO Num. 3261. In data delli 27 Giugno 1738.

[p. 2] FERRARA 7 Giugno.

Il passaggio per lo Stato di Ferrara della Sacra Reale Maestà di MARIA AMALIA Regina delle due Sicilie, e di Gerusalemme; e il ricevimento fattole a nome di Nostro Signore Papa CLEMENTE XII. dall’Emo, e Rmo Sig. Cardinale Agabito Mosca Legato a Latere.

Seguiti in Dresda I felici Sponsali del Sermo Infante di Spagna D. Carlo colla Serma. Maria Amalia Principessa di Polonia, e stabilito il viaggio da tenersi nel condurla in Italia fino a’I confini del Regno di Napoli; la Santità di N. Sig. Papa Clement XII. nel Concistoro tenuto li 21. Maggio trascorso, avendo già concessa l’Investitura del Regno delle due Sicilie al sopradetto Reale Infante, nomi- [p. 3] minò per suo Legato a Latere a ricevere, e complimentare nel Ferrarese, confine dello Stato Pontificio, la Maestà della Sposa, l’Emo, e Rmo sig. Cardinale Agabito Mosca Legato di Ferrara; effendo già stato fin dalli 13 dello stesso mese deputato ad assistere in tal funzione Monsig. Venanzio Filippo Piersanti Maestro delle Ceremonie di N. Sig., che a quest’oggetto arrivò in Ferrara il giorno de’ 24.

Monsig. Flavio Chigi, eletto Nunzio Apostolico, trovossi ancor egli in Ferrara li 30 dello stesso mese; e la mattina delli 2. Giugno forti/sorti dal Monistero di S. Benedetto, dove aveva il suo alloggio, alla visita dell’Emo Sig. Cardinal Mosca, prima che questi assumesse il caratrere di Legato a Latere. Comparve accompagnato da 5 Cavalieri Ferraresi suoi Camerati, sù 2 carozze [p. 4] ze a mute, con altre 5 de’Cavalieri sudetti, presorse da 6 lacchè, e seguite da 12 staffieri vestiti di ricchissima, e vaga livree di panno fino turchino, trinata d’oro, ed intrecciata di rosso, e cilestro; con 4 civili giovani della Città a’I lati della sua prima carozza nobilmente, e riccamente vestiti da paggi con livrea turchina ancor essa, e d’oro gallonata, con paramani, e sotto giubbe di ganzo, cappello bordato d’oro, e claze rosse con gli scaglioni pur d’oro. Fu in Castello, residenza dell’E.S., incontrato, e ricevuto alla carozza da’Gentiluomini di S.E., alla metà della prima sala, da 60 Cavalieri della Città, e alla metà dell’altra de’Cavalleggieri dell’Emo Legato. Seguite le solite formalità, ebbe udienza il Prelato sotto del balddacchino, e poi dall’E.S. fu accompagna –to [p. 5] to fino alla porta della prima sala, da’Cavalieri a mezzescale, e da’Gentiluomini alla carozza.

Frattanto per aggevolare alla Reale Sposa il passaggio del Pò, era stato gettato un ponte a traverso di quel fiume dirincontro alla Paviola, sopra 50 barche, 12 [?] piedi largo dov’era più stretto, e 80 pertiche lungo, co’suoi ripari da amendue I lati, coperti di tele dipinte a ringhiere, e adorno alle a teste di vasi d’agrumi sopra colonne; il quale così per la lunghezza, el larghezza sua, come per la stabilità, e sicurezza, ben provata nel passaggio di tante carozze, cavalli, ed equipaggi, era un ben inteso, e ben eseguito lavoro.

Giunta la mattina delli 5 Giugno dal Sig. Marchese Ferdinando Abbati Governatore dell’armi di Ferrara, incominciando dal preciso sito, che divide lo Sta- p. 6] Stato Veneto dall’Ecclesiastico, per dove S.M., patrendosi la mattina medesima da Rovigo, doveve passare proseguendo il viaggio verso Ferrara, avea fatto tirare un cordone consistente in 2 fila d’uomini di fanteria di milizia, distribuiti sotto de’loro loro [sic] Uffiziali in varj picchetti, l’uno dall’altro poco distanti, da’quali restava guardata, ed armata tutta la via per ben 10 miglia fino alla Città di Ferrara; armando inoltre il ponte sudetto con 30 Granatjeri, e 2 Caporali distaccati dalle truppe regolate del presidio della Città, e distribuiti sul ponte a guisa di sentinelle.

Arrivò circa le 14 di d. mattina a’confini dello Stato Veneto la Regia Sposa, dove dalla parte del Dominio della Republica in una mura, e 6 calessi di seguito, scortato da compagnia di dra-go- [p. 7] goni, l’attendeva S.Ecc. il Sig. Cav. Antonio Mocenigo, […] [p. 8] …. In un sito sul Pò, lontano da’confini intorno a 4 miglia, s’era fermato, per incontrare S.M, Monsig. Buonaccosi Vicelegato di Ferrara con 2 carozze a muta, entro le quali avea seco tutta la sua corte Nobile, con 4. staffieri, e 4 lacchè, facendo corteggio da entrambi le parti alla sua carozza 30 Cittanini a cavallo, […]

[p. 24] Per trattenimento della M.S. avea la Città di Ferrara fatto allestire nel Teatro Scroffa, in vaga poposa, e splendida form, con ricchi addobbi, e numero grande di cere adornato, una Serenata sopra il preciso soggetto del Passaggio di S.M. per Ferrara, da valoroso Poeta composta, e da eccellenti Musici cantata; alla quale dalla prima ora di notte fin presso alle 3 si degnò la M.S. d’intervenire, accompa- [p. 25] pagnata dal Sermo Principe di lei fratello, e con segni, e parole dimonstrarne benignissimo aggradimento.

La mattina delli 6 sull’ore 12 in circa, poich’ebbe ricevuti li complimenti della Serma Duchessa di Parma Enrichetta d’Este per mezzo del Sig. Conte Paolo Rimbaldesi, incaricato dell’uffizio medesimo col Real Principe Federico. preceduta da 24’ corazzieri di vanguardia, e con 2 simili compagnie di suo seguito, usci la M.S. di Palazzo sullo svimero [?] da viaggio per incamminarsi verso Faenza, e trapassando la piazza detta il Cortile, vi trovò un battaglione di sucilieri co’loro Uffiziali […] Arrivata la M.S. alla porta S. Giorgio […] [p. 26] […] Villa di S. Niccolò, dal Sig. Duca di Sora le fu presentato Monsignor Bonaccorsi Vicelegato di Ferrara, […] [through page 29]

[p. 29] SERMONETA 21 Giugno.

Mercordi 18 del corrente circa le ore 13 arrivò in questo Stato dell’Eccmo Sig. D. Michelangelo Gaetani Duca di Sermoneta, Principe di Caserta &e in proseguimento del suo viaggio per Napoli la Maestà della Regina Sposa del RE delle Sicilie, con il Principe Reale, ed Elett. di Sassonia suo fratello, e tutto il suo numeroso seguito, ed equipaggio, incontrata da una compagnia di dragoni a cavallo quali la servirono di vanguardia fino a Cisterna, ove in quel’Osteria della Posta segui la cambiatura de’cavalligerano ivi schiera- ti [p. 30] ti 50 soldati con I loro ufficiali, e in abiti, e divise uniformi; e giuntavi la M.S. fu ossequiata dal detto Sig. Duca di Sermoneta, e dal Magistrato di Cisterna, che colle solite formalità le fece la presentazione delle chiavi di quella Terra; Intanto Sua Ecc. fece dispensare copiosi, e nobili rinfreschi a tutto il seguito della M.S.; e si udirono replicati spari di mortari, e petriere dalla torre del Palazzo Ducale; Poscia ripresosi da S.M. il viaggio verso Sermoneta, fu preceduta dalla sudetta guardia a cavallo, e suoi Ufficiali, e trombetti, in bella comparsa, fino alla Posta di Piedemonte di Sermoneta, ossequiata ivi nuovamente dal Sig. Duca, che per altra strada vi si era trasferito, e dal Magistrato di Sermoneta, che parimente le presentò le chiavi: Si trovarono ancora ad inchimare la [p. 31] la M.S., l’Eccma Sig. Duchessa di Sermoneta, e molte altre Principesse aronti del Sig. Duca, e molti Cavalieri, tutti in ricchi abiti di gala, quali Signore furono accolte benignamente, ed ammesse al bacio della Real mano; Salita dopoi S.M., con il Principe Elettorale suo fratello, nelle stanze di quell’Osteria, superbamente fatte adobbare con ogni magnificenza, e finezza di gusto dal Sig. Duca medesimo, poiche fino il pavimento era ricoperto di nobilissimi strati, ivi si trattenne fino dopo il Regio destinare, facendo squandrone avanti delle stanze ove era la M.S., una compagnia di dragoni a cavallo.

Colà si ammirò anche il grandioso e nobilissimo preparamento fatto fare in tal congiontura dall’Ecc. sua, con un accampamento situato nella falda/salda del mon- [p. 32]  monte, fattosi preventivamente spinare da S.Ecc. sudetta, che si univa coll’accasamento rurale di quell’Osteria della Posta, con varj padiglioni, e baracche disposti con bell’ordinanza, dalla cui situazione si formavano larghe strade apparate di arazzi, & altre ricche tappezzarie, con tendoni al di sopra, e in ciascheduno di effi/essi vi era il comodo per il ricevimento de’Personaggi del seguito di Sua Maestà: Erano ancora da una parte situati divesi ripartimenti ad uso di botteghe per macello, pizzzicaria [sic], drogheria, forno, polleria, ortaglie, dispense da vino, neve, e Vivandieri d’osterie, e bettole, e dall’altra parte si vedevano, bene ornate di verdura, tutte le officine per la credena, bottiglieria, cucina, e pasticcieria; & il detto accampamento era riguardato al di suo- [p. 33] suori sulla strada da 100 soldati della fortezza di Sermoneta schierati in bell’ordine con ì loro ufficiali; e da un distaccamento di soldati Corsi ripartiti in sentinella a ciascheduno de’sudetti padiglioni, baracche, & officine; scorrendo al di sopra, e al di sotto I quella strada, per ovviare qualche inconvenicate, due squadre de’ guardiani della Selva del Sig. Duca.

La M.S., avendo prima di partire ammesse di nuovo al bacio della mano le antedette Sig. Principesse, e Cavalieri, che erano in loro compagnia, scortata fino alli confini di questo Stato dalla sudetta compagnia di dragoni, e salutata dalla salva de’cannoni della fortezza di Sermoneta, come era seguito nell’arrivo, e nella permanenza, prosegui il viaggio, con dimostrazioni di benignissimo gradimen-to [p. 34] to verso il Sign. Duca sudetto, alla volta di Piperno.

DIARIO ORDINARIO Num. 3262. In data delli 28 Giugno 1738.

[p. 9] NAPOLI 24 Giugno.

Colla continuazione de’ Corrieri capitati da Gaeta, s’è ricevuto il tanto sospirato riscon-tro, [p. 10] tro, che finalmente Giovedi 19 del corrente Giugno, verso le ore 17, entrò felicemente in questo Regno la Maestà della Regina nostra Signora. Sù I confini, onde si divide questo dallo Stato Romano, erasi eretto un gran padiglione Reale veramente magnifico, non solo per l’architettura, one venva costrutto, che per gli ricchi drappi, one vedevasi superbamente freggiato. Davasi l’ingresso alla gran machina per 2 scale, riguardante una lo Stato del Papa, e l’altra questo Regno. Introducevasi [sp?] per esse in una gran sala di palmi 60 di quadro, sù di cui inalzavasi il Real padiglione di raso color di latte, arricchito d’armellini, e di molte frangie d’oro con alcuni festoni all’intorno di drappo. Cingevàno questa gran sala 6 camere ben comode, addobbate di damasco cremesi trinato di oro. Riceveva lume [?] la gran sala da 10 grandissimi balconi; Da 6 altri lo ricevevano le 6 stanze, onde era intorniato il gran padiglione, e per sei por- [p. 11] porte diverse entravasi in esso, sù delle quali vi erano le portiere. Una di queste 6. stanze, destinata per il riposo di S.M. il Re nostro Sig., ed ove sermossi/fermossi ad aspettare la nostra Real Sovrana, era quarnita di canapè, e sedili di drappo di oro. In una piccola distanza di questa superba machina inalzavasi alcune palizzate, che formavano un bellissimo anfiteatro arricchito di moltissimi drappi di damasco di vario colore, e con eguale ordinanza leggia dramente disposti. L’incombenza di far eriggere d. padiglione era stata data al Capitano D. Angelo Caresale, quale anche in questo’occasione si è meritato il gradimento di S.M., e l’universale aplauso. Appena entrata in d. padiglione la Maestà della Regina, seguita dal Sermo Real Principe suo fratello, fu incontrata, e ricevuta dal Reale suo Sposo, e dopo vicendevoli complimenti, ed espressioni di tenerezza si posero entrambi le L.M. in sedia da posta, e proseguirono il cammino alla [p. 12] all volta di Gaeta, dove giunfero verso le ore 21 e mezza, col seguito di tutta la Coret, e sotto la triplice scarica del numeroso cannone di quella piazza, della squadra delle nostre Galere, e Nave da guerra S. Carlo, e dalla squadra della Sag. Relig. Gerosolimitana; Domenica mattina, le M. L. postesi in cammino verso questa Città, dopo aver pranzato nella fortezza di Capoa, comparvero finalmente verso le ore 22, consolando questi loro fedelissimi, e amatissimi Vassalli, che con acclamazioni di viva affordavano l’aria, e giuati nel Real Palazzo, in quelle grada si ritrovarono tutti I Titolati del Regno, Regio Ministero, e Capi militari in atto del loro dovuto ossequio, che dopo aver fatta Corte alle L.M. fino alla Real Cappella, ove si cantò solenne Te Deum, si ritirarono tutti; restando ogn’uno sorpreso, ed incantato delle grandi ammirabili perfezioni d’animo, di spirito, e di corpo della nostra Sovrana.

DIARIO ORDINARIO Num. 3266. In data delli 9 Luglio 1738.

NAPOLI 4 Luglio.

[p. 2] Distinta Relazione del Publico Ingresso fatto in questa Città di Napoli delle Maestà de Re, & Regina delle due Sicilie il diì 2 Luglio 1738.

Essendosi stabilito il di 2 di questo mese di Luglio, giorno dedicato alla Visitarione di Maria Vergine, per l’ingresso publico da farsi in questa Città delle Maestà del Re, e Regina nostri Signori, (che il Signore Iddio perpetuamente feliciti) si portarono in essa mattina le Loro Maestà con tutta la Real Famigila [sic] nel Palazzo del Duca di Belcastro, Caracciolo, ch’è nel borgo di S. Antonio Abbate, già a quest’essetto preparato con altro continguo dello stesso Duca, ed ivi ricevuto il complimento dall’Emo Cardinal Spinelli Arcivescovo, che era alla testa del suo Capitolo in abito Prelatizio, com’ancora dall’Eccma Città in Corpo, I di cui fette Rappresentanti erano in ve- [p. 3] veste da funzione, furono benignamente ammessi al bacio delle Reali mani tutti I Grandi di Corte, Titolati del Regno, Generalità, Regio Ministero, e Nobiltà, comparsa con abiti di pomposissima gala: Dopo di che avendo le Maestà Loro desinato in publico, com’ancora tutta la Real Famiglia in 4. taole di 50. coperti l’una, verso le ore 21 si posero in cammino, precedute dalla guardia degli alabardieri Reali, indi seguiva la muta di respetto a 8 cavalli, con altre 10 mute a 6, pieni di Signori della Corta alta, tuttì vestiti con un magnifico uniforme, e in appresso comparvero le Loro Maestà in una carozza a 8 cavalli, cosi ricca, e perfetta in tutte le sue parti, che, secondo il comune sentimento di tutti I forestieri, no si é ancor veduta la simile, dopo della qual carozza, ch’avea la Paggiaria a piedi all’intorno, in altre mute a 6 cavalli evniva la Real Corte di Da-me, [p. 4] me, e Cameriste della Regina, terminando tutto il seguito la Real guardia del corpo a cavalo numerosa di 150 guardie, e tutta nuovemente vestita, co’suoi Ufficiali alla testa; Ed essendosi incaminati per la Strada de’Regj Studj, ove per ordine, e a spese di questo Publico, viverano inalzati più archi trionfali, con iscrizzioni allusive alla solennità, e parvenuti nella gran piazza, ch’è avanti la Chiesa di S. Domenico da Soriano, che anch’era adorna d’archi, e machine, con in mezzo una assai nobile fontana tutto di stucco, nella di cui cima vi stava collocata la statua el Re nostro Signore a color di bronzo, con varj emblemi allusivi alle sue gloriose gesta, per la porta chimara dello Spirito Santo, dove ancora vi era eretta una gran machina, proseguirono il cammino verso del Real Palazzo per la lunga, e dritta strada di Toledo, che tutta era apparata di [p. 5] di ricche tappezzarie, e ne’ di cui balconi, e fenestre vi era la Nobiltà tutta, cosi del paese, che estera, oltre de’palchi erettisi per tutto il lungo cammino, pieni di quei del ceto Civile, come anch’erano le strade tutte, santo del popolo Napolitano, che di tutti I luoghi circonvicini, elontani [?], accorsi a godere d’una sì tanto grande solennità, e a dare veri contrasegni d’amore verso li nostri amabilissimi Monarchi, augurandoli felicità, e numerosa prole, per maggiormente [sic] goere gli efffetti della Divina Bonta dimostrati sopra questo Regno, dandoli per Sovrano un si gran Principe di viscere piene di pietà, e tanto amoroso verso de’suoi fedelissimi Vassalli, e per Regina una delle più grandi, e perfetre Principesse del Mondo. La piazza, ch’è avanti del Real Palazzo, stava, come che chiusa in forma d’anfiteatro con ue gran porte, con la designazione di tutti li Sedili No- [p. 6] Nobili, e quello della piazza del Fedelissimo Popolo in diverse machine, e fontane nel mezzo con sui iscrizzioni proprie, (come se ne darà un distinto raguaglio) E tanto in essa, che per tutte le strade, si videro in due file schierati più battaglioni di truppe, nuovamente vestise, che faceva una assai vaga veduta; e per tutto il cammino fu/su buttata quantità di moneta d’argento, con delle medaglie dello stesso metallo, fatte imprimere in occasione d’una tanto gran solennità, per compimento della quale le Maestà Loro, la sera verso no’ora di notte, uscirono di nuovo dal Real Palazzo in birroccio, com’ anche era tutta la Real famiglia in landò, godendo la copiosità de’lumi, che vi era nella piazza di esso Real Palazzo, per la strada di Toledo, nel gran largo avanti S. Domenico da Soriano, e nella strada de’Regj Studj, tanto che con tutta verità può dir-si, [p. 7] si, e come a bocca piena lo asseriscono/afferiscono I forestieri, che per l’addobbamento del Real Palazzo, e treno di carozze, per la riechezza delle gale della Nobità, e per le machine erettesi in tal congiuntura, essere stata una delle più solenni, e magnifiche funzioni, che siansi mai vedute. Nel Palazzo del Principe di Stigliano, Colonna, situato in essa strada di Toledo, vi si condusse il Real Principe Elettorale, fratello della nostra Regina, e da uno di quei numerosi balconi, apparato di broccati d’oro in forma di dossello al di dentro, godè di si solenne ingresso, com’ancora dagl’altri balconi tutti gli Rappresentanti delle Potenze forastiere, e un gran numero di Dame; e Cavalieri d’ogni Nazione; Ed esso Principe di Stigliano, fè servir tutti d’un copiosissimo rinfresco, dando in fine un divertimento di ballo: con musica, che durò fino alle 5 [? faint] della notte, con molto compiacimento di Sua Altezza Reale.

DIARIO ORDINARIO 3268. In data delli 12 Luglio 1738.

[p. 4] NAPOLI 8 Luglio.

Per solennemente coronate il Re nostro Signore tutte le sui eroiche assioni fin’ora fatte, con un atto di pietà, e di Religione, e per far chiara al Mondo la sua pia gratitudine inverso di Dio, e del nostro amantissimo Protectore S. Gennaro, in occasione sì fausta, e giojosa d’aver con solenni Nozze impalmata Conforte del suo Trono la Real Principessa di Polonia [p. 7] lonia Maria Amalia Walburga, instituì, e fontò Giovedi mattina 3 del corrente, in virtù di suo Real Decreto, con particolari Leggi, Statuei [?], Abito, Divisa, ed insegna, il Real Ordine de’Cavalieri di S. Gennaro, di cui si dichiarò egli stesso Sovrano, Capo, e Gran Maestro, e per Cancelliere del medesimo destinò Monsig. D Mondillo Orsini Arcivescovo di Capua, e Patriarca di Costantinopoi, per Tesoriere, il Sig. D. Gio: Brancaccio suo Segretatio di Stato, e del Dispaccio della Reale Azienda, e per Segretario, il Sig. D. Gaetano Maria Brancone suo Segretario di Stato, e del Dispaccio Ecclesiastico, e promosse nell’istesso tempo a’Cavalieri di tal Ordine Reale I Sermi Reali Infanti di Spagna suo fratelli D. Filippo, e D’Luigi, com’anche il Princepe Reale di Polonia. [p. 8] Nel giorno poi di detto Giovedi, al tardi, stando squadronata la soldatesca in 2 file, con tutte le publiche formalità, e ricco treno di carozze, si portarono le Maestà Loro nella Metropolitana Chiesa, ove ricevuti alla parta dall’Emo Arcivese, Spinelli, che in abito Pontificale era alla testa del suo Capitolo, si condussero sul Real Trono ad adorare il Ssmo Sagramento dell’Altare, ivi esposto, e ricevurane la benedizzione dopo il solenne canto del Te Deum, e solite preci, per la mani dello stesso Ema Arcivescovo, stando le Loro Maestà, per tutto detto tempo sempre inginocchioni con tutta la numerosissima Corte, Nobiltà, Regio Ministero, e Generalità, passarono in appresso nella Cappella detta del Tesoro, ove stava esposta alla publica venerazione, con tutte le sta- [p. 9] statue de’Santi Padroni, la Testa del principal Protettore di questa Città, e Regno S. Gennaro, e dopo che li Religiosissimi Regnanti con servorose preci si raccomandarono all’intercessione di si gran Santo, la Maestà della Regini li fè/sè il dono d’une crocetta di preziosi brillanti di molto valore; e così nel sortir di Corte, che al canto del Te Deum, fu fatta una piena scarica di tutto il cannone di queste Regie Fortezze.

Nel di 6 del corrente, S.M. Gran maestro, si degnò far la promozione generale de’Cavalieri del sudett’Ordine Reale di S. Gennaro, I quali furono I seguenti: Il Sig. Cardinal Belluga, il Sig. Cardinal d’Acquaviva, Monsig. D. Mondillo Orsini Arcivescovo di Capua, Monsig. D. Domenico Rossi Arcivescovo di Palermo, il Sig. Co: di S. Stefa- no, [p. 10] no, il Sig. Principe Corsini, il Sig. Duca di Tursi, il Sig. Marchese d’Arienzo D. Lelio Caraffa, il Sig. Duca di Sora, il Sign. Principe di Calvaruso, il Sign. March. di Solera, il Sig. Duca d’Arion,e [sic] co: di Luna, il sig. Principe di Torella, il Sig. Princ. di Stigliano, il Sig. Princ. di Colobrano, il Sig. Duca di Castropignano, il Sig. Prince. di S. Buono, il Sig. Duca d’Andria, il Sig. Princ. di Montemiletto, il Sig. Princ. di Scilla, il Sig. Princ. di Buter, il Sig. Princ. di Palagoria, il Sig. March. di Fuscaldo, il Sig. Duca di Laurenzano, il Sign. Duca di Bovino, il Sig. Contestabile Cosonna, il sSig. Princ. della Rocca, il Sig. Duca d’Atri, il Sign. Co: de Fuenclara, il Sig. Conte Warckerbart [sic], il Sign. Duca di Montemar, il Sig. Duca de Charny, il Sig. D. Michele Reggio, il Sig. [p. 11] Sig. Duca della Conquista, il Sig. Co: de Marcillac, il Sig. March. della Mina, il Sig. Co: de Maceda, il Sig. march. del Castellar, il Sig. Co: Clavixo, il Sig. D. Nicolò di Sangro, il Sig. D. Eustachio Laviefuille, il Sig. D. Giuseppe Grimau [sic], avendo la M.S. riservato la promozione di 6 altri Cavalieri, ad elezzione, ed abitrio di S.M. Catt. suo Augusto Padre.

In continuazione de’contrasegni di giubilo, che qui si fanno per l’arrivo della Maestà della Regina, nel dopo pranzo di Sabato si godè il corso di 9 carri, di capricciosa invensione, e a meraviglia perfetti, tanto che l’occhio di tutti n’é rimasto pienamente pago: In ogn’uno d’essi Carri v’erano assise 4 ame, e 8 Cavalieri con veste allusive alla rappresentanza, che faceva ciascun carro, come anche lo era il [p. 12] il numeroso accompagnamento; e gi unti che furono nelì a piazza del Real Palazzo, le Maestà Loro, con S.A. Reale ne goderono la veduta; in seguito di che le Dame, e Cavalieri da’Carri, si condussero ne’ reali appartamenti, e dopo l’onore avuto di bagiar le mani alle L.M., come pur fecero tutte le altre Dame chiamate con biglietti dalla Cameriera maggiore della Regina, nella gran sala di Corte si diè principio ad una festa di ballo alla presenza de’nostri Monarchi, che riusci olttemodo deliziosa, e di gradimento delle Maestà Loro; e per cinque sere continue si è veduta la Città tutta illuminata, come lo erano tutte le machine erettesi dalla strada delli Reggj Studj per fino alla piazza del Real Palazzo.

DIARIO ORDINARIO Num. 3270. In data delli 18 Luglio 1738.

[p. 6] DRESDA 17 Giugno.

E’ritornato qua felicemente tutto il corteggio, che ha accompagnata da qui fino a Palma nuova la Regina delle due Sicilie; avendo la Baronessa di Przschovitz, ed il Gentiluomo di camera Sign. Einsiedel recata alle M.L. la gradita notizia di avere, tanto la prefata Regina, quanto il Principe Reale ed Elettorale goduto in tutto il sudetto viaggio assai buona salute. Continua la Reale nostra Padro-nan- [p. 7] nanza tuttavia li suoi divertimenti a Moritzburgo, e dicesi che vi anderà quanto prima la Real Cappella, e che vi si debba costruire un nuovo Teatro, per delle Comedie. Si sono avuti qui per alcuni giorni di seguito de’fieri temporali, con quantità di fulmini, quali hanno incenerite nelle vicinanze di Pirna, siccome a Soran, ed in altri luoghi diverse case.

DIARIO ORDINARIO Num. 3272. In data delli 23 Luglio 1738.

[p. 2] NAPOLI 15 Luglio.

Giovedì mattina, giorno dedicato a S. Amalia, di cui ne porta il nome la Maestà della nostra Regina, e Signora, viddesi in superba gala tutta la Corte in cui, oltre alla Grandezza, vi comparvero in ricchissimi abiti tutti gli Titolati del Regno, la Generalità con gli altri Ufficiali di rango, il Regio Ministero, Nobiltà, ed ogni altro Soggetto di distinzione; E dopo che la Maestà del Re nostro Signore, che Iddio conservi per la felicitazione di questa Città, e Regno, fu complimentata dall’Emo Sign. Cardinal spinelli Arcivescovo, e dall’Eccma Città in corpo, ammise benignamente tutti al bagio della sua Real mano; Dopo di che, tanto detto Emo Arcivescovo, quanto detta Eccma Città, che tutti gli altri, pratticaroso lo stesso colla Maestà della Regina, quale nel dopo pran- [p. 3] pranzo al tardi volle anche consolare le Dame tutte, che, comparse in Corte con abiti di gala alla Reale, e adorne di gioje, furono ammesse da amendue le Maestà al bagio delle loro Reali mani; e la sera poi vi fu una triplice scarica del cannone di queste Regie Fortezze, e Galere, ed altri Legni di guerra, che sono in Porto, terminata la quale le Maestà Loro parrarono al Real Teatro di S. Carlo ad ascoltare una Comedia burlesca, intitolata la Locandiera, che con suoi tramezzi di balli riuscì gradvole, il tutto disposto dal Tenentecolonnello D. Angelo Caresale, che ne ha avuto la direzzione. In esso dopo pranzo, il Duca di S. Filippo Neri D. Giuseppe Brunasso, Eletto di questo Fedelissimo Popolo, in atto di dimonstrazione d’offequio per le Reali Nozze, avendo fatto erigere a sue spese un gran Car- [p. 4] Carro di smisurata altezza, che esprimeva il trionfo di Cerere, e Bacco, tutto guarnito di pane, e tirato da 32 bovi, dalla porta dell Spirito Santo s’incamminò per la lunga strada di Toledo, preceduto da una numerosissima  avalcata di più centinara di Padulani, Pescivendoli, Lattari, Salzumari, Panetieri, Fornari, Tavernari, e Baccari, capricciosamente, e riccamente vestiti, quali, con più istrumenti Musicali, che portavano avanti, facevano una vaga, e dilettevole veduat: E giunto che fu esso gran Carro in vicinanza de’balconi del Real Palazzo, venne faccheggiato dal minuto Popolo, vedendosi per l’aria una quantità di palombi tutti ben guarniti, che fu una vaga veduta, con esserne spettatori da uno de’mentovati balconi le Maestà del Re, e Regina nostri Signori, che ne dimonstrarono compiacenza, e gradimento.

Co- [p. 5] Comecche riuscì oltre modo vistosa la già accennata corsa fattasi Sabato scorso delli 9 Carri di capricciosa invenzione, in cui vi erano assise Dame, e Cavalieri, colla festa di ballo, che susseguì all apresena de’nostri Monarchi, fu questa per ordine di Sua Maestà replicata nel dopo pranzo di Domenica 13 del corrente, per lo che si videro le strade tutte per dove passarono detti Carri piene d’infinito popolo, e le fenestre, e balconi di Nobilta, e del ceto Cvile: E accio il Commune resti inteso di ciò che figuravano detti Carri, eccone la descrizzione, colli nomi delle Dame, e Cavalieri, che vi andarono assisi con gli abiti proprj, e di quei dell’accompagnamento.

I. Carro d’Imeneo: Dame vestite alla Polacca, Cavalieri da Napolitani antichi. Accompagnamento del Carro metà da Po- lac- [p. 6] lacchi, metà da Napolitani antichi.

DAME […]

CAVALIERI […]

II. Carro di Flora: Dame, e Cavalieri vestiti alla Giardiniera. Accompagnamento di Giardinierri con fiori.

DAME […]

CAVALIERI […]

III. Carro del Sole: Dame rappresentanti l’ore del giorno; Cavalieri uniformi. Accompagnamento rappresentante le 12. ore del giorno.

DAME […]

CAVALIERI […]

IV. Carro di Diana: Dame da Cacciatrici, Cavalieri da Caccitori. Accompagnamento lo stesso.

DAME […]

CAVALIERI […]

V. Carro di Nettuno: Dame da Pescatrici, Cavalieri da Marinari. Accompagnamento lo stesso.

DAME. […]

CAVALIERI […]

VI. Corre della Pace: Dame, e Cavalieri vestiti all’Eroica, con collari, e ghirlande d’olive. Accompagnamento lo stesso.

DAME […]

CAVALIERI […]

VII. Carro dell’Abbondanza: Dame rappresentanti l’Estate con spighe di grano, Cavalieri l’Autunno con frappe d’uva. Accompagnamento metà da Mietitori, e metà da Vendemmiatori.

DAME […]

CAVALIERI. […]

VIII. Carro del Valore: Dame da Amazzoni, e Cavalieri da Soldati all’Eroica. Accompagnamento, Mori incatenati intorno al Carro.

IX. Carro di Partenope: Dame, e Cavalieri da Guerrieri. Accompagnamento corrispondente.

DAME […]

CAVALIERI […]

[ends p. 12]

DIARIO ORDINARIO  Num. 3276. In data del primo Agosto 1738.

[p. 2] NAPOLI 22 Luglio. [- p. 9 = Cuccagna and arrival of Alvis Mocenigo as Amb. Extr., Stigliano]

DIARIO ORDINARIO Num. 3277. In data delli 2 Agosto 1738.

[p. 5-6] NAPOLI 29 Luglio. Venerdi della scorsa settimano, per godere della caccia de Tonni nella marina di Castell’a mare, […  no mention of FC, arrival of Principessa del Brasile; Fiera; birth of a daughter to ARIII and MJ]

DIARIO ORDINARIO Num. 3281. In data delli 13 Agosto 1738.

[pp. 2-6] NAPOLI 5 Agosto. [court festivity]

[nb.: Diario issue 3318, 7 Nov., has a report from Naples dated 28 October about MA’s birthday in Portici]

DIARIO ORDINARIO Num. 3325. In data dei 22 Novembre 1738

ROMA 22 Novembre.

Martedi sera arrivò incognito in quesa Citta, sotto nome di Conte di Lusaccia, con ottanta persone di seguito, proveniente da Napoli, dove si portò in compagnia delle Maestà del Re delle due Sicilie, il Serenissimo Principe Federico Cristiano, figlio Primogenito della Maestà di Federico Augusto Re di Polonia, ed Elettore di Sassonia, & andò a smontare nel Palazzo di questo Eminentissimo Signor Cardinale Annibale Albani di San Clemente Protettore del Regno di Polonia, dove viene alloggiato con il detto suo seguito, in quelli magnifici, e nobilissimi appartamenii [sic], fatti preparare, & adobbare superbamente a tale effetto, con la sua solita gran- [p. 3] grandiosità, e buon gusto dal medisimo Porporato; portandosi intanto giornalmente a vedere il Santuarj, e le cose più rare di queta Dominante, con sommo suo piacere, e fodisfazione [?]. […]

DIARIO ORDINARIO Num 3328.In data dei 29 Novembre 1738

[p. 2] ROMA 29 Nov.

[p. 8; Nov. 26 – Papal audience] Mercordi mattina, il Serenissimo Principe Federico Cristiano Figlio Primogenito della Maestà del Re di Polonia, ed Elcetore di Sassonia, che, come si disse [?], si trova in questa Città, si [p. 9] si portò all’Udienza della Santità di Nostro Signore, da cui venne accolto con arti di distintissima benignità, ed arricchito di molti tesori spirituali; avendo la Santità Sua ammesso al bagio de’ SSm. Piedi anche tutta la di lui Nobile famiglia; e ritornato al Palazzo della sua permanenza, le su presentato a nome di Monsig. Maggiorduomo de’Sagri Palazzi Apostolici il qui appressp sontuolo regalo in numero di 100 portate:

Cedri                           bacili   2

Cedrati                       bac.     2

Pernice                       bac.     1

Formaggio di Oland  bac.     2

Presciutti                    bac.     4

Mortadelle                 bac.     4

Marzolini                    bac.     2

Parmegiano               bac.     2

Trionfi di butirro       bac.     2

Pani di zuccaro          bac.     4

Cera                            bac.     4

Ombrine                     bac.     2

Beccaccie                    bac.     2

Pernice                       bac.     2

Un[p. 10] Un Cervio morto

Olive                           bac.     2

Cotognate                   bac.     2

Pera candite              bac.     2

Brugne                       bac.     2

Canditure diverse     bac.     5

Cioccolate                   bac.     4

Confetture                 bac.     4

Cedrati canditi           bac.     2

Melappie candite      bac.     2

Tartufoli                     bac.     2

Brugnoli                     bac.     2

Boccette di vini          bac.     6

Due zaine coperte, con pane, e ciambelle.

Pavoni                         gabbia            1

Tortore                       gab.     2

Pernici                        gab.     1

Starne [?]                   gab.     2

Pavoni                         gab.     1

Galline di Farsone [?] gab.    2

Capponi                      gab. 2

Pollanche                   gab. 2

Pavoni                         gab. 2

Gallinacci                    gab. 2

Un Cigniale morto.

Otio caffe di Vino.

Una Vitella mongana.

DIARIO ORDINARIO Num. 3331. In data delli 6 Decembre 1738.

[p. 2]

ROMA 6 Decembre.

Domenica prima dell’Avvento, la mattina, nella Cappella Sistina del Palazzo Apostolico Vaticano […. FC not named] Order of S. Gennaro to Cardinal Belluga, Palazzo di Spagna [ditto til the end of the issue, and to end of #91, though at occasions “principi” and such are collectively indicated]

[91] 3378-3416, April – June 1739

[FC not once mentioned by name … perhaps compare his journals to confirm he was at major events cited in Diario]

[92] 3417-3457, July – Sept 1739 

[Friedrich Christian not once mentioned by name … perhaps compare his journals to confirm he was at major events cited in Diario]

DIARIO ORDINARIO Num. 3428. In data delli 25 Luglio 1739.

[p. 8] Li signori Accademici Arcadi, per due giorni consecutivi di Luedi, e Martedi, tennero le loro publiche adunanze d’Arcadia, nel solito Bosco Parrasio [sic] a S. Pietro Montorio, nelle quali si udireno molte varie dotte composizioni, recitate con tutto spirito, e buon garbo dalli stessi Signori Accademici, con averne reiporato un distintissimo applauso dalla molta primaria Nobiltà, e persone Letterate, che v’intervennero.

[93] 3458-3495, Oct – Dec, 1739

DIARIO ORDINARIO, Num. 3459. In data delli 3 Ottobre 1739.

[p. 2] ROMA 3 Ottobre.

[p. 9] La stessa mattina di Giovedi, il Sermo Principe Federico Cristiano figlio della Maestà di Federico Agusto Re di Polonia, Elettore di Sassonia, si portò all’udienza di congedo dalla Santità di Nostro Sign., da cui venne accolto con distinti atti di clemenza, e benignità; ed inoltre fatto regalare di un Corpo Santo col nome di S. Benigno; di una corona di lapislazzulo con medaglia d’oro; e di due quadri con l’effigie in uno di S. Maria Maddalena, e e [sic] nell’altro di S. Cecilia, collocati dentro due caffette di velluto nobilmente guarnite.

DIARIO ORDINARIO, Num. 3465. In data delli 17 Ottobre 1739

[P. 4] Mercordi [Weds.] mattina, parti da questa Città di ritorno alla sua patria, con tutto il di lui numroso accompagnamento, e famiglia, il Serenissimo Principe Federico Cristiano figlio della Maestà del Re di Polonia, ed Elettore di Sassonia, dopo essersi trat- te- [p. 5] tennto qui per molto tempo, alloggiato con ogni magnificenza, e splendidezza nel proprio Palazzo da questo Eminetiss. Signor Cardinale Annibale Albani di S. Clemente; avendo il medesimo Principe in tutto il tempo, che qui si è trattenuto, oltre l’aver veduto tutte le cose più rare di questa Dominante, goduto, non solo dalla stessa Eccellentiss. Casa Albani, ma da utta questa primaria Nobiltà le più distinte dimostrazioni di stima, e li più grandiosi divertimenti di feste, Accademie, e Cantate, ed altre nobilissime Conversazioni; nelle quali ha fatto sempre spiccare la sua innata Saviezza, e Religiosità, con dimostrarsi anzi sempre applicato ad opere di pietà, e divozione, frequentando sempre con grand’esemplarità ancora le visite di questi Santuarj, lasciandovi copiose elemofine; sicome ha fatt [p. 6] fatta spiccare anche la sua innata generosità nelli continui trattamenti fatti con tutta splendidezza, e nelle grandiose mancie, e regali lasciati particolarmente in questa occasione della di lui partenza.

[94] 3496-3520, Jan. – Feb 1740

DIARIO ORDINARIO Num. 3499. In data delli 8. Gennaro 1740

[p. 2]

VENEZIA 26 Decembre.

Per via di Mantova giunto a Verone il Principe figio del Re di Polonia, ed Elettore di Sassonia, fu da quella Nobiltà divertito con Opera musicale; e Lunedi sera von la sua nobil corte numerosa in questo illuminato Palazzo Foscheri, complimentato dalli Signori Ambasciator di Spagna, e Napoli, e dalla Dama Patrizia Pisana Mocenigo, alla quale Martedi restitui la visita, e ne ricevé piacevole veglia, sempre sotto nome di Conte di Lusaccia; e Giovedi sera in un coretto assistè alla aolenne cappella Ducale […

DIARIO ORDINARIO Num. 3548. In data delli 30. Aprile 1740

[p. 20]

VENEZIA 23 Aprile.

Domenica di Resurrezione il Sermo Principe colli Signori Ambasciatori assistè [sic] alla solenne Cappella nella Ducale Basilica, ritornatavi al giorno alla Predica pronunciata dal Padre Cavalcanti, quale plausibilmente hà fatto il Quaresimale in S. Zaccaria, dove poin [p. 21] poi si traseri al vespero Sua Serenità, e secondo il conseuto mostrò il prezioso Diadema gemmato a quell’Abbadessa; e la terza Festa visitò la Parochiale di S. Geminiano.

Mercordi mattina si condusse il Real Principe Elettorale a vedere il famose Tesoro di S. Marco di Reliquie, e Gioje, e lasciatavi grossa mancia per la Sagrestia, sali ad ammirare le sale del Palazzo, e de stupende rarità, che vi si conservano; E dopo l’ultima staffetta venuta da Dresda a S.F.A. Elettorale, si vocifera possa la medema trattenersi qui sino dopo l’Ascensione.

Per Martedi prossimo è siffato il solenne Ingresso dell’Eccellenza Novello Procuratore per Merito Venier; E Venerdi 29. del corrente la famosa Regata, che farà dell più sfarzose.

DIARIO ORDINARIO Num. 3552. In data delli 11 Maggio 1740.

[p. 2] VENEZIA 30 Aprile.

[p. 3] Fermandosi qui fino dopo l’Ascensione il Reale Principe Elettorale, è stata differita a Mercordi 4. Maggio la Regata per renderla più grandiosa; e per venderla sono innumerabili venuti li esteri personaggi, che godettero la magnifica funzione sagra Lunedi festa di S. Marco principale Tutelare del Sermo Dominio, avendo il Sermo Publico dopo la solenne Cappella dato il grand banchetto; e Martedi viddro il magnifico Ingresso dell’Eccellenza Sig. Procuratore Venier, state superbissima la Merceria.

DIARIO ORDINARIO Num. 3555. In data delli 18 Maggio 1740

[p. 3]

VENEZIA 7 Maggio.

Domenica segui al lido il solito tiro del falconetto, presente li Eccme Capi dell’Eccelso Consiglio, e confueti Magistrati, che dispensarono li premj alli più esperti cannonieri.

Mercordi poi preparato il tutto per la decantata Regatta, alle 18. comparvero 12. superbissime Peotte, rappresentanti il Valor coronato da’guerrieri trofei: La Sassonia sotto baldacchino con li Orti Pensili, e dall’Aure guidata Flora in triono: Li Orti Esperidi con Ercole, che uccide il drago: Il Carro di Venere tirato dalle colombe: Diana alla caccia colle Ninfe, e fiere fugggiasche; la Sassonia coronata dalla Polonia, e dalle Virtù corteggiata: La Pace trionfante con la Discordia atterrata: Il carro di Flora guidato da Cupido: Apollo sul Monte Parnaso con l’Arti Liberali, e le Muse, ed il Cavallo Pegaseo: Il Carro della Notte con 4. cavalli da Netuno guidato, es [p. 4] essendove trasparenti il Sole, e la Luna; e l’ultima la Polonia in trionfo. Oltre alle medisime 9. magnifiche bissone, e giunte tutte avanti il palazzo Foscari, sali sopra la più ricca destinatagli delle ultime il Real Principe Elettorale, e passato allo Spaghetto, cominciò la prima corsa, ed un ora dopo l’altra suffessivamente fino alle 23, allorche si staccò la quinta ultima corsa de’battelli vogati da’donne. E impossible descrivere il dettaglio di cosi magnifico spettacolo, che attirò l’ammirazione di tutta Venezia, e più di 40 mila forestieri in barche addobate, palchi, ringhiere, e finestre lungo il gran canale; talche d’ordine supremo dovettero girar le pattuglie le 72 contrade spopolate, acciò I ladri non faccheggiassero le case vuote.

DIARIO ORDINARIO Num. 3557. In data delli 21 Maggio 1740

[p. 2] ROMA 21 Maggio

[p. 3] Essendosi degnato il Sereniss. Reale Principe di Polonia, ed Elettorale di Sassonia di accettre la Protettoria perpetua della Congregazione di S. Gio: Nepomuceno in S. Lorenzo in Lucina, Domenica mattina, giorno preventivo alla festa dello stesso Santo, solennizzata in quella Chiesa con nobile apparato, e musica, ne prese, per mezzo del Signor Conte di Lagnaski Consigliere, e Ministro di Sua Maestà il Re di Polonia, ed Elettore di Sassonia, con le solite ceremonie, il consueto/confueto Possesso, la qual funzione segui ancora coll’intervento di molta Nobiltà Nazionale, e aderente, e col concorso di moltissimo popolo.

[p. 8] VENEZIA 14 Maggio.

Fece ripartire di generosa mancia a tutti li remiganti delle descritte peotte della famosa Regatta 120 zecchini, e 100 a quelli delle bissone, predistintamente alla da lui montata il Real Principe Elettorale, quale fra tanti divertimenti, impiega il miglior tem- [p. 9] tempo negl’Esercizj di Religiosa Pietà con plauso esemplare; jer l’altro alli Gesuiti ascoltò un Opera spirituale intitolata il Faraone, recitata con metro, ed istromenti da que’Nobili Alumni con distinta vivacità.

Fu la sera di Sabato prescelto dall’Eccmo Senato l’Eccellenza Aign. Antonio Micheli, per condursi Ambasciatore ordinario in Spagna, e dar la muta a quell’ordierno Eccmo Sig. Girolam Cornaro.

Certi della salute in ogni banda, sono quà ripatriati gl’Eccmi Sig. Proveditori straordinari alla Sanità da tutti li assegnati loro paesi confinanti; ed all’incontro sono veleggiati per le scale Orientali quasi tutti li vascelli del nostro convoglio; siccome tosto passeranno all nostr’armata in Levante 2 navi publiche da guerra, ed une galera sortite dall’arsenale, per dar cambio ad altrettante, che ripatrieranno.

DIARIO ORDINARIO Num. 3560. In data delli 28. Maggio 1740

[p. 11]

VENEZIA 21 Maggio.

Si contano fino a 500. zecchini le mancie fate in occasione della Regatta dal Real Principe Elettorale, che ha pur regalata l’Eccellenza Sig. Pisana Mocenigo d’orologio guarnito di brillanti, stuccietto d’oro giojellato, e scattola simile per l’Eccme di lei figlio; e donata da S.A.R. alla Chiesa di S. Paolo la Reliquia di S. Gio: Neopomuceno [sic], vi fece fontuosamente [?] Lunedi celebrare la sua festa, fattevi publicamente le sue divozioni, e pontificatovi Monsig. Patriarca eletto d’Aquileja.

Dope raffegnate al lido avanti l’Eccelmo Savio alla Scrittura alquante compagnie di santi Oltramarini venute dalla Dalmazia […]

DIARIO ORDINARIO Num. 3563. In data delli 4. Guigno 1740.

[p. 8] VENEZIA 29 Maggio

[…]

Mercordi il giorno si apri questa vaga fiera dell’Ascensione; e nella Ducale Basilica discese il Sermo Publico colli Signori Ambasciatori esteri al solenne primo Vespero; e quella sera nel teatro di [p. 9] di S. Samuele andò in scena l’Opera Musicale intitolata Gustavo Primo Re di Svezia.

La mattina poi di Giovedi, il Sermo Principe col solito accompagnamento passò nel Bucintoro a fare l’annua funzione di sposar il Mare fuori del lido, e ritornatone, tenne al gran banchetto reale l’Eccelsa Comitiva, intervenuta alla sudetta ceremonia in pomposa Peotta la Reale Altezza Elettorale, che pure il dopo pranzo godè il corso a Murano.

Godiamo il tempo mitigato dopo un solenne triduo terminato Mercordi con l’esposizione della miracolosa Immagine di Maris Ssma. in S. Marco, e triplicate Processioni tutte le Contrade.

DIARIO ORDINARIO Num. 3566. In data delli 11. Giugno 1740.

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VENEZIA 4 Giugno.

Fatto preventivamente calare il Blasone del suo Monarca dalli portoni del palazzo in cui abitava, parti Sabato il Sig. Principe di Campoflorido, stato circa tre anni Ambasciatore Ordinario di Spagna presso questa Republica Serma, andando con tal caratere [p. 12] tere alla Maestà de Re di Francia, rimasta qui Madama sua consorte colli figli, senza sapersi quando lo seguiteranno; nè il preciso giorno dell’incaminamento verso di Vienna di questo Regio Principe Elettorale, benche si dica fissato per li 11. corrente, occupandosi giornalment alle divezioni nelle Chiese ove si espone il Santissimo; e fonosi veduti nella Parocchiale di S. Maria Mater Domini due Corpi Santi intieri, nominati Vittorio, e Faustino Martiri, entro nobili casse, con universale credenza che stino di Sua Altezza Reale per trasferirli in Sassonia.

DIARIO ORDINARIO Num. 3570. In data delli 22. Giugno 1740.

[p. 2] VENEZIA 11 Giugno

Domenica della Pentecoste fa la solita Ducale Capella so- [p. 3] solenne in S. Marco, non intervenutovi il Doge Sermo a causa del suo male di gambe, però assai migliorato, è passato alla villeggiatura.

Richiamato dal Re Genitore il Real Principe Elettorale, fece Giovedi passare il complimento di congedo, e ringraziamento a Sua Serenità nell’Eccmo Collegio per il Ministro Polacco;e [sic] jeri banchettò lautamente I 4 Eccmi Deputati, a’quali poi fce grandiosa regali, di cui si darà il dettaglio colle prime, siccome ad altre Personaggi; e seguiti li scambievoli complimenti di partenza, e ringraziamento, questa mattina sopra diverse peote  s’istradò verso Portogranaro dove la sera pernotterà, e Domenica notte inGorizia per indi proseguire alla volta di Vienna:contentissimo di quanto ha goduto in questo soggiorno di 6 mesi di sommo suo piacere.

DIARIO ORDINARIO Num. 3574. In data del primo Luglio 1740.

VENEZIA 18 Giugno.

Fu equivoco il banchetto, che si d_ssi [sic] dato al Regio Principe Elettorale venerdi della scorsa, mentre egli restò lautamente trattato dall’Eccellenza Sig. Maresciallo generale Conte di Sculemburgo, assieme colli 4. Deputati, di lui corte nobile, ed altri Personaggi. Li regali fatti da Sua Altezza Reale alli medesimi 4. Nobili Patrizj, che hanno profusi più di 40 mila ducati in divertirla, sono li Ritratti della stessa giojellati per 1500 ducati.

DIARIO ORDINARIO Num. 3581. In data delli 16 Luglio 1740.

[p. 12] VIENNA 25 Giugno.

Mercordi dopo pranzo tra le ore 5 e 6 giunse felicemente quà all’incognito dall’Italia, ove si era trattenuto longo tempo, il Sermo Principe Regio di Polonia, ed Elettorale di Sassonia, e prese il suo allogio nel palazzo detto di Vackerbart: Sua Altezza si è dopoi portata si alla Corte Regnante, che alla Vedova.

DIARIO ORDINARIO Num. 3583. In data delli 22 Luglio 1740.

[p. 2] VIENNA 2 Lugli. […]

Martedi della cadente Sua Altezza il sign. Principe Regio di Polonia, ed Elettorale di Sassonia fu a vedere la magnifica Biblioteca Casarea; e nel giorno seguente festività de’ SS. Pietro, e Paolo sentì la santa Messa appresso li PP. Cappuccini al Mercato nuovo.

DIARIO ORDINARIO Num. 3592. In data delli 12. Agosto 1740.

[p. 4]

DRESDA 8. Luglio.

Alli 29. del passato giunfero/giunsero in questa Città 13. grandi casse piene di statue di marmo, bronzo, che il Principe Reale, ed [p. 5] ed Elettorale ha fatto spedire dall’Italia.

[p. 12]

VIENNA 20. Luglio.

[…] Lunedi mattina Sua Altezza il Sig. Principe Regio di Polonia, ed Elettorale di Sassonia fu a vedere la bellissima nuova Cavallerizza Cesarea, concorsavi anco molta Nobiltà.

DIARIO ORDINARIO Num. 3608. In data delli 17. Settembr. 1740

[p. 10, ROMA 17. Settembre]

Degnatosi già il Sermo Principe Federico Cristiano figlio primogenito della Maestà del Re di Polonia, ed Elettorale di Sassonia, di onorare li Sig. Convittori del Seminario Romano, con affumere/assumere, per sua singolar pietà, il titolo di Prefetto della loro Congregazione, in detto giorno di Lunedi, fece in essa celebrare conapparato straordinario la festa tito- [p. 11] tolare della medesima; La mattina, con l’intervento al coretto del Sign. Conte Lagnaski Ministro di Polonia, e di molti Cavalieri, si cantò Messa solenne con scelta Musica; ed il giorno, nella platea del Teatro, vagamente illuminato, un Componimento Pastorale a due voci sopre la Natività della Ssma. Vergine, allusivo ancora alle virtù, e splendidezza di detto Principe. La Cantata venne intramezzata da un breve Discorso sullo stesso argomento, recitato con molto spirito dal Sig. D. Francesco de’Duchi d’Arcos, Convittore nello stesso Seminario; e tutta la funzione reusci con piena sodisfazione della Nobiltà, che in gran numero vi concorse.

[incomplete: begin with Conca 3623, 22 oct 1740, p. 7]

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